Sguardi femminili sul femminile. PhotoVogue in Braidense per la Milano Fashion Week 2026
Dall’1 al 4 marzo si è tenuta nella Biblioteca Braidense di Milano, nel cuore di Brera, la decima edizione dell’esposizione fotografica di PhotoVogue, dedicata alla fotografia di moda consapevole, mostra che ogni anno arricchisce il panorama della Fashion Week milanese.
Quest’anno il titolo – Women by Women – era chiaro nell’anticipare la natura della mostra. L’idea guida era quella di dare voce all’auto-rappresentazione femminile, in tutta la variabilità e complessità che questa categoria nasconde, per affermare “il diritto delle donne non solo a essere viste, ma anche a vedere e a plasmare la cultura visiva”.
Ha piacevolmente sorpreso la combinazione tra questo universo estetico e concettuale molto contemporaneo, e la classicissima algida cornice della biblioteca, fondata nel 1770 da Maria Teresa d’Austria. Proprio sotto il suo ingombrante ritratto era collocato il grande schermo che presentava in sequenza video le più emblematiche immagini dei progetti selezionati. L’imperatrice, nel suo severo abito nero, emergeva come emblema di un femminile assai lontano dall’odierno, ma entrambi esprimevano comune consapevolezza del proprio potere. A continuare idealmente la sequenza, alcuni tra i ritratti fotografici più riusciti e potenti in mostra campeggiavano, stampati in grande formato, sulle nicchie lungo le pareti della sala.

PhotoVogue 2026, Women by Women, Biblioteca Braidense, Milano. Foto di Elena Ricetti.
Come sottolineato in uno dei panel d’apertura, per PhotoVogue 2026 la biblioteca Braidense non è soltanto una sede prestigiosa, ma una metafora, un simbolo, un mondo di significati con cui stabilire una continuità. Oggi più che mai il visivo (decuplicato dagli schermi di cui circondiamo) regna nelle società umane, e i linguaggi fotografico e cinematografico ci legano tutti nella frastagliata infosfera globale, al di là di barriere nazionali, linguistiche ed economiche. Ecco allora che la collezione di immagini si accosta logicamente a quella di testi, e la complessità della biblioteca si riflette in quella del database sempre crescente di immagini che la società attuale produce a ritmo vertiginoso.
In un’epoca così visiva come la nostra è sempre più importante prestare attenzione ai codici e ai linguaggi con cui le immagini sono composte, ai discorsi che costruiscono, dando spazio a quelli meno diffusi per permetterci di aprire nuovi universi di conoscenza e d’azione. Navighiamo nelle immagini, dobbiamo saperci orientare in esse, e Vogue – come grande produttore e diffusore di “visuale” – si propone come patrono di artiste ed artisti portatori di sguardi nuovi, ‘impegnati’, in ricerca. Si propone quindi come educatore allo sguardo critico.
L’esposizione PhotoVogue 2026 “Women by Women” alla Biblioteca Braidense di Milano si inserisce così nel panorama della Milano Fashion Week come uno spazio di riflessione sul linguaggio delle immagini. Fotografia e videoarte, secondo i promotori di PhotoVogue, possono contribuire alla costruzione di identità (questa nostra ossessione contemporanea) e in questo modo far emergere gli sguardi femminili sul femminile può “ridefinire la presenza e l’azione delle donne”. Benvenute allora le nuove ricerche visive e le occasioni per condividerle.

Allestimento della mostra PhotoVogue 2026 Women by Women nella Biblioteca Braidense di Milano. Foto di Elena Ricetti.

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